Minacce social alla figlia di McBlu: forse si muove la Polizia postale
E’ gravissimo l’episodio denunciato dai gestori della pagina Facebook “La Napoli Bene“, un fatto che conferma come i social siano fuori controllo e bisognosi di una regolamentazione seria.
Già si erano verificati episodi antipatici con toni troppo accesi, insulti, provocazioni sotto i post e i video di Marco Cannata (nella foto sopra tratta da un suo filmato) popolare personaggio che ha creato la pagina qualche anno fa e che può vantare oltre 180.000 followers, forse un dato che a qualcuno può dare fastidio. Il personaggio è secondo molti un po’ divisivo, può piacere e non piacere. Ma stavolta si è superato un limite: sotto un post sono comparse minacce con tanto di foto della figlia minorenne di Cannata, in arte McBlu76.
L’autore è un personaggio con profilo anonimo e senza foto, probabilmente con nome falso, già protagonista di altri episodi simili e di commenti sopra le righe. “Questa è la feccia che mi tocca combattere“, ha scritto Cannata per denunciare pubblicamente il grave fatto accaduto e preannunciando anche azioni penali. Sulla vicenda potrebbe muoversi a questo punto anche la Polizia Postale che dovrebbe scoprire se tale fatto può essere in qualche modo legato ad altre vicende social delle quali McBlu è stato vittima nelle scorse settimane, da un video che lo riprende dall’altro a minacce all’anziano padre. Seguono altre considerazioni sociologiche e antropologiche che non si possono non condividere.
C’è anche l’altro lato della medaglia: la follia social viene utilizzata – a giudizio dei più attenti – da opinionisti e giornalisti che pubblicano post provocatori proprio per ricevere insulti e poi far inviare a fantomatici avvocati una serie di letterine con richieste di risarcimento danni extragiudiziale, una trappola nella quale sempre in meno cascano. Sulla vicenda è in corso un approfondimento da parte dell’Ordine dei Giornalisti.
