Tutto quello che il tifoso del Napoli vuole e deve sapere

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Napoli: in passato due soste lunghe per eventi esterni

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E’ datata 2022 l’ultima lunga sosta del campionato di calcio, molto più lunga di quella che sta andando in scena per l’accorpamento delle due pause per la disputa di 4 partite di Nations League. Era l’anno dei Mondiali in Qatar disputati tra novembre e dicembre.

L’ultima partita si giocò il 12 novembre 2022 e il Napoli conquistò l’undicesima vittoria consecutiva battendo l’Udinese al Maradona; si riprese il 4 gennaio 2023 a San Siro dove gli azzurri incassarono la prima sconfitta in campionato contro l’Inter. In mezzo l’Argentina vinse i Mondiali dopo 36 anni di attesa. Due anni prima il campionato si era fermato per il Covid nella primavera del 2020 ed era ripreso a giugno quando il Napoli di Gattuso vinse la Coppa Italia contro la Juventus ai rigori.

LA PARTENZA IN RITARDO DOPO IL FALLIMENTO

Il Napoli però si è fermato a lungo altre due volte a memoria d’uomo: nel 2004 in realtà partì in ritardo per via delle vicissitudini societarie che portarono il club nelle mani di Aurelio De Laurentiis. L’esordio contro il Cittadella scattò solo a fine settembre mentre tutti gli altri erano già scesi in campo due volte: le partite contro la Vis Pesaro al San Paolo (gol di Varricchio a tempo scaduto) e a Fermo vennero recuperate solo a ottobre.

LO STOP PER IL TERREMOTO

C’è anche un brutto ricordo legato ad una sosta forzata: il Napoli non scese in campo per quasi tre settimane nell’autunno del 1980. L’ultima gara la disputò a Bologna (1-1 con gran gol di Pellegrini) il 23 novembre; la squadra stava tornando in città, in tanti erano sintonizzati su Rai2 per la differita del secondo tempo di Juventus-Inter e riuscirono a sentire “esce Muraro, entra Ambu“. Ambu segnerà anche il gol della bandiera dei nerazzurri ma non lo seppe nessuno in una Campania travolta dal terremoto e dall’inferno di migliaia di morti e decine di migliaia di sfollati.
Il Napoli rinviò la partita con il Brescia, prevista per il 30 novembre, al 17 dicembre. All’Immacolata era prevista la sosta e così gli azzurri non scesero in campo per tre settimane fino al 14 dicembre quando, scossi e frastornati, vennero battuti dal Torino.
Ma proprio da quell’inferno iniziò una corsa inattesa che portò il Napoli di Rino Marchesi a sfiorare lo Scudetto con 6 anni di anticipo, svanito per colpa di due sfortunatissime autoreti di Ferrario (nella foto a destra) e Guidetti contro Perugia e Juventus.

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