Tutto quello che il tifoso del Napoli vuole e deve sapere

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Maglia Inter “illegale” in Spagna: riesplode la polemica anche in Italia

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Non è sfuggito a molti che in occasione della partita Real Madrid-Inter, valevole per la fase campionato della Champions League, i calciatori nerazzurri siano scesi in campo senza sponsor sulla maglia. E’ infatti scomparsa la scritta Betsson, sponsor ufficiale dei Campioni d’Italia anche in questa stagione, dalla maglia di Lautaro Martinez (nella foto tratta da Sky) e compagni.

Il motivo è semplice: l’Inter può giocare le partite del campionato italiano con quella scritta, riconducibile ad una casa di scommesse legata a Starcasinò, in virtù di una discussa pronuncia dell’Autorità Garante delle Comunicazioni che nel marzo del 2024 riconobbe Betsson come “sito di intrattenimento sportivo” (visto che dava risultati in tempo reale) e quindi non avrebbe violato il cd. Decreto Dignità.
Il provvedimento , varato nell’estate del 2018 dal Governo Conte-Salvini-Di Maio, riguardava la lotta ai fenomeni di ludopatia e all’articolo 9 recita chiaramente: “qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d’azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e i canali informatici, digitali e telematici, compresi i social media“.

AI NEMICI SI APPLICA E PER GLI AMICI SI INTERPRETA
Ma ne approfitta pure il Bari di De Laurentiis

In molti ritengono che l’interpretazione dell’Agcom sia una forzatura e che all’Inter sia stata concessa una sorta di deroga indebita ed ingiustificata. La polemica è quindi riesplosa in Italia soprattutto in ambienti vicini a tifoserie ed opinionisti (juventini e recentemente anche napoletani) non molto “amici” della squadra nerazzurra. Del resto di questa interpretazione si avvale pure il Bari, riconducibile alla famiglia De Laurentiis, che può vantare per la seconda stagione consecutiva la sponsorizzazione della stessa azienda; ma i galletti giocano in serie C e non vanno in giro per l’Europa. Va detto che tale sponsorizzazione è arrivata dopo la pronuncia dell’Agcom.
Ci si chiede se davvero il core business di quella casa di scommesse sia intrattenere oppure attirare la gente a scommettere… La risposta è chiara ed evidente alle persone serie e intelligenti, mentre in tanti si ostinano a difendere l’indifendibile.  Del resto – come si dice da tempo – “la legge ai nemici si applica e per gli amici si interpreta“.
E’ qualcosa di simile a quel che accade alla Juventus: allo stadio Allianz hanno affisso stelle che celebrano anche gli Scudetti revocati dalla Giustizia sportiva nell’ambito di Calciopoli, ma non hanno avuto il coraggio di inserirli su maglie e altri oggetti ufficiali per non incorrere in sanzioni…
Qualcuno contesta il clima di totale leggerezza che si respira in Italia dove davanti ai potenti si deroga ad ogni legge mentre “in Spagna le regole si rispettano“. C’è molta attesa anche per capire cosa accadrà giovedì sera in Turchia quando la Roma scenderà in campo contro il Fenerbahce: i giallorossi sono sponsorizzati da Eurobet e in Turchia è stata recentemente approvata una legge molto restrittiva per la pubblicità di case di scommesse.

 

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